Premio Racconti nella Rete 2026
Dopo scuola di psicoterapia, in una sera di novembre, era sabato.Io e Davide andammo al Centro Commerciale a mangiare qualcosa. Ci fermammo al punto di ristoro, quello del fritto misto: semplice, ordinario, eppure capace di sembrare speciale quando hai fame davvero.Fuori c’era aria di pioggia, ma dentro faceva caldo. Un caldo strano, uno di quei […]
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Mamma,capì che ci saremmo lasciate di lì a poco nel momento esatto in cui notai ciò che non volevo vedere. Nei tuoi occhi, prima castani, lucidi e vivi, comparve quell’aura biancastra attorno, quella velatura sottile che ha un solo significato. Lo sguardo già rivolto verso una dimensione che non conosco, e che tu, forse, avevi […]
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Il parco C’era un parco che sembrava dimenticato.Stretto tra case spente, alberi curvi e passi che non arrivavano mai fino in fondo.Lì, dove il silenzio aveva un suono pieno di attese. Ele ci andava con lo zio.Senza parole inutili. Solo passi e sguardi.E quell’albero. Quella quercia enorme, dalle radici gonfie come vene sotto pelle.Era lì […]
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I miei primi ricordi non hanno colori netti. Sono frammenti, luci intermittenti come quelle di una stanza d’ospedale vista attraverso le palpebre socchiuse. Da bambino il mio corpo era una gabbia che non capivo. Le crisi arrivavano senza chiedere permesso. Un attimo prima ero lì, l’attimo dopo tutto si spegneva. Epilessia. Una parola troppo grande […]
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Elena distende le gambe e le strofina contro il fresco delle lenzuola. Sente l’ampiezza del letto matrimoniale, ruota le caviglie e in quell’attimo si accorge che i suoi piedi non incontrano più quelli di Ernesto. Prima si intrecciavano in un avvitarsi lungo le gambe, e quel contatto diventava carezza, fusione. Un’ondata le attraversa il corpo: […]
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Premio Racconti per Corti 2026
Sergio ha cinquantadue anni e vive ancora nell’orbita della madre Ottilia, settantotto. Dentro le mura di Lucca la loro routine è immobile e precisa: lei gli stira le camicie sgargianti come fossero divise da lavoro, gli prepara il caffè con due cucchiaini di zucchero, gli sistema il colletto e lo invita a stare dritto. Lui […]
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Dialogo immaginario tra un dio e un controllore Trenitalia Il treno odorava di freni caldi e caffè versato. Controllore:Biglietti, prego. Hanuman (seduto a gambe incrociate sul sedile, un mala consumato di rudraksha al collo):Io viaggio per servizio divino.Il mio biglietto… è l’intenzione. Controllore (alzando un sopracciglio):Non faccia il furbo. È senza titolo di viaggio. Hanuman:Ho […]
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(Soggetto basato sull’ omonimo racconto) Nel palazzo del civico 42 iniziano misteriose sparizioni: pacchi lasciati nell’androne svaniscono uno dopo l’altro. Prima sandali, poi stivaletti, sempre e solo scarpe con tacchi alti.Nella chat di condominio esplode il caos: accuse, teorie assurde, emoji infuocate. Tutti sospettano di tutti. L’unico a restare in silenzio è Mark, inquilino del […]
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Dopo la morte, Elia è chiamato dall’Archivista a guardare la propria esistenza attraverso gli sguardi che l’hanno incrociata. Tre testimonianze gli mostrano ciò che di buono ha lasciato dietro di sé, mentre un’ultima visione lo costringe a confrontarsi con ciò che ha smarrito lungo il cammino. In quello spazio sospeso, Elia scoprirà che il vero giudizio non riguarda il passato, ma ciò che resta dentro di noi.
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Anno 2030. Lisa (50), in un’aula semivuota, è in piedi davanti a una cattedra, dietro una lavagna. Lei, che porta al polso un orologio digitale, indossa pantaloni e una camicia bianca. Sulla lavagna sono scritti i titoli dei temi di cui sta parlando. Lisa (mentre scrive alla lavagna) «Dicevamo, una cosa sono gli eventi meteorologici […]
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